Casatiello Sereticcio
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La Fine Del Casatiello Come Lo Conosciamo
06/05/2009 15:04

Da oggi il casatiello si trasferisce su wordpress, con un suo indirizzo, nuova veste grafica (provvisoria, in attesa di un tema DAVVERO casatielloso).

Questo sarà l'ultimo post, e da ora disabiliterò i commenti. Se avete da farne, potete andare qui

www.casatiellosereticcio.it

dove troverete anche i vecchi post, e i commenti.

A suggello di questa epocale decisione inserisco questo gustoso epitaffio scritto per me da un collega/amico perculeggiante, che mi ricordava i miei tristi ed affannati eccessi di zelo

EPITAFFIO
qui giace il beato PPORK
insigne dottore della legge nonchè docente di fetenti discenti
messo alla gogna e poi arso vivo sulla pubblica piazza
per non aver ottemperato alla sua missione
portare a termine il programma di diritto nella 1b
classe di fessi ed indefessi alunni
a cui lui tutto si dedico fino all'estremo sacrificio
esalando il suo ultimo respiro
cosi si rivolgeva alla sua signora e padrona
S. Maria Stella distruttrice della pubblica scuola
"grazie a te o mia luce per il supplizio datatomi che tutto meritavo".
In sua memoria i suoi colleghi posero.

[segue foto del corpo insegnante della scuola in commossa contemplazione al momento della posa della stele in memoria del beato PPORK]
- ppork

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Repetita non iuvant
18/03/2009 13:31

"[...] Uno arriva come un duca dai recessi della memoria e si fa buttare come un villano nelle segrete della quotidianità."
Fred Vargas - Un po' più in là sulla destra, p. 141 (traduzione di Margherita Botto)
- ppork

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Sba(di)gli domenicali
01/03/2009 10:26

[...] Capitava anche che il mondo fosse a ferro e fuoco e lui volesse dormire. Era così, non ne andava fiero, ma nemmeno se ne vergognava, per quanto certe volte sì, e non poteva farci niente, il che gli aveva procurato un bel po' di rogne e persino degli insuccessi. Lui lo pagava, il suo contributo al sonno. Il futuro è di chi si alza presto, dicono. Ed è una cretinata, perché il futuro lo sorveglia anche chi va a letto tardi. [...]

Fred Vargas - Un po' più in là sulla destra, pp. 12-13 (traduzione di Margherita Botto)

- ppork

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Il congresso della finocchiona
27/02/2009 23:19

Chianciano frequentata da parecchi tristi figuri, in questi giorni...

Non ho nulla contro i Radicali, sebbene nella lista dei loro iscritti storici sia rintracciabile il più dettagliato elenco di mignottoni della politica che la storia repubblicana possa offrire (ultimo, ma non ultimo, il bamboccione carrierista). Però di solito al loro capezzale (pare che stiano sempre per tirare le cuoia, eppure sono più coriacei di Andreotti) arrivano quasi tutte le mezze figure che formano l'attuale pantheon politico italiano.

Tra tutti i partiti citati in questa epocale scena di Caruso Pascoski (di padre polacco), solo i Radicali ancora resistono. Sarà perché si pongono sempre obiettivi al di sopra delle loro possibilità, assicurandosi pertanto una eterna tensione verso il futuro...?

Va a finire che gli unici a non camminare con la zavorra sulle spalle e la testa girata indietro sono loro...
- ppork

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Tributo a Fabrizio De André
11/01/2009 22:15

La prima volta che ascoltai Fabrizio De André non lo riconobbi.
Ero una capra, musicalmente parlando, e lo sono rimasto. Però una voce che canta in napoletano la sapevo distinguere, sapevo dire se era un partenopeo originale, o un pallido imitatore.
Quella mattina del 1990errotti, invece, FDA mi fregò: ascoltavo la radio mentre aspettavo il treno che m'avrebbe portato a Napoli, all'università, e nel tentativo di dribblare le interferenze dell'alta tensione, beccai la canzone che poi avrei conosciuto come "Don Raffaè".
Passai il resto della giornata a tentare di scoprire chi fosse il "cantante". Non cantava in napoletano, ma aveva un accento indecifrabile. Conclusi che doveva essere un napoletano che cantava in quel particolare italiano volutamente cadenzato in modo da evocare il colore del dialetto napoletano.

Da allora ho amato molte canzoni, di De André, e non solo.
Stasera avrei voluto ascoltare, e far ascoltare a tutti, "Il pescatore".
Ma l'iniziativa lanciata da "CheTempoCheFa" - e ripresa dal "Tributo a Fabrizio De André a blog unificati" su Facebook - impone di incorporare il video youtubiano di "Amore che vieni, amore che vai". Mi piego alla volontà generale, pur se limitandomi, come da prassi casatiellista, al link.
- ppork

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Cronaca di un anno vissuto meticolosamente
31/12/2008 23:50

La distanza tra dicembre e dicembre si misura anche in bitrate diversi, ma simili.

La mia playlist del 20-12-2007
Elio e le storie tese - Del meglio del nostro meglio 1
Massive Attack - Mezzanine
David Byrne - Rei Momo
Pino Daniele - Sciò Live
The Blues Brothers - Original Soundtrack from The Motion Picture

I miei acquisti del 27-12-2008
Paolo Conte - Psiche
Franco Battiato - Fleurs 2
PFM canta De André
Giorgio Gaber - La mia generazione ha perso
Fiorella Mannoia - Il movimento del dare

Ed ora, pensieri per i mesi trascorsi, senza pensare, scavati nella memoria e trascritti da uno dei taccuini Chiancianesi...
- ppork

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Thank you falettinme be mice elf agin
08/12/2008 23:50


Non poteva scegliere miglior titolo, la casualità del lettore MP3.
Riporto da Roma qualche libro fesso per me e qualche buon regalo preso fortuitamente e non per fiuto letterario.
Sulla retina ancora i sorrisi, nei timpani gli echi, sulla pelle i brividi, nei muscoli le strette, sul palato una nuova birra. Buona.
E, per non dimenticare, sapori antichi delle donne e dell'uomo del Monte. Le melanzane, specialmente.
Torno satollo e pronto alla corsa finale dell'anno. E che anno.
Ma i bilanci alla fine, ché domani si lavora.
Ed ora ci si legge una augurevole buona notte.
- ppork

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Bifora
23/11/2008 10:44

Changeling
di Clint Eastwood, con Angelina Jolie, John Malkovich

Alcuni film, per quanto tecnicamente ben fatti, non ti prendono subito. Non amore a prima vista, niente orgasmo post-visione.
Dopo qualche tempo, però, tornano a farti visita, e li accogli con piacere fra i tuoi buoni ricordi.
Fido che ciò mi accadra con "Changeling".

Non delude nemmeno stavolta, il Clint regista. Personalmente mi ritrovo nelle sue scelte stilistiche, riconoscibili, consolidate (riguardo soprattutto al tipo di storie, ed alle sceneggiature).

Dietro il velo apparente del dramma di una madre, Eastwood ci parla del potere assoluto, assoluto corruttore. Senza scene strappalacrime, la tensione narrativa resta alta per tutta la non piccola durata del film, catturando lo spettatore in un coinvolgimento empatico che resta miracolosamente lontano dal furbesco arruffianamento.

Accurata la confezione, gustoso il contenuto, thriller ben raccontato, evitando di impregnare il pane della storia nella zuppa melensa della madre coraggio.

Voto: 7+
visto Venerdì 14 novembre ore 20.00 al ClevVillage di Chiusi - Sala 4 Giada



La classe - entre les murs
di Laurent Cantet

Sarò sboccato.
La prima reazione in itinere (dopo circa 15 minuti di claustrofobico botta e risposta tra insegnante ed allievi) è stata un "mazza cheppalle", in stile Disegni&Caviglia (cfr. "Lo salviamo noi, il cinema" - primi anni '90).

Dopo di che, ho atteso per i restanti 90 e passa minuti che iniziasse il film.
Speranza frustrata, come si può facilmente immaginare. Cantet resta nel guado tra l'opera cinematografica verista e il documentario, finendo per annegare nel proprio brodo autoreferenziale.

Sceneggiatura cercasi disperatamente (montaggio fintamente autoriale che mima la amatorialità senza convincere nemmeno per un secondo), soggetto frammentato e significato ultimo dell'operazione ancora da chiarire (per lo stesso autore, temo).

Anche qualche impacciato tentativo di coloritura ironica si perde prima ancora di uscire dallo schermo.

Valutazione sommativa: 5 (debito formativo per i ragazzi, bocciatura secca per attori professionisti e regista).
visto Giovedì 20 novembre ore 21.30 al ClevVillage di Chiusi - Sala 2 Zaffiro
- ppork

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Trittico Raccolto
18/11/2008 17:48

Vicky Cristina Barcelona
di Woody Allen, con Scarlett Johansson, Xavier Bardem, Penelope Cruz

Che Zeus strafulmini chiunque, me incluso, abbia decretato il successo di Match Point.
Azzeccato il suo primo film "europeo" dopo tempo immemorabile, Woody Allen ci ha preso gusto e, purtroppo, persevera.

Per una fortunata serie di coincidenze mi ero perso Delitto e Castigo, ma stavolta il demone socratico sonnecchiava, forse intontito da un autunno che tarda ad arrivare.

Così mi sono sorbito un fotoromanzone a colori (e tante scuse alla nobile arte seriale) che è un indigeribile hamburger promozionale farcito di luoghi comuni per americani pseudo anticonformisti, lungo come la fame (anche se dura solo 1h45'), ripetitivo, impacciato nella regia e nella continuità narrativa, pretenzioso fino all'eruzione cutanea e noioso da shock anafilattico.

Contribuisce non poco all'inabissamento del film la insopportabile didascalia sonora che l'accompagna, sottolineando inutilmente ogni minuto passaggio, come se lo spettatore-tipo fosse un decerebrato bisognoso di spiegazioni anche su come sgranocchiare i pop-corn.

L'unica ragione che riesco a farmi per aver sborsato ben 5 euro è questa: se sono così irritato dalla mota afasica in cui si sta dibattendo da qualche anno il genio di Zelig e Manhattan, allora significa che non sono ancora arrivato alla frutta.

Voto: 2 (alla memoria)
Visto mercoledì 22-10-2008 ore 20:10 al ClevVillage di Chiusi - sala 2 Zaffiro


La terra degli uomini rossi
di Marco Bechis

Siamo di certo sul versante documentaristico-impegnato (dall'autore di Garage Olimpo), però non mancano, oltre al consueto realismo, anche spruzzate di affilata ironia, affidate più alla sceneggiatura e al montaggio che alla interpretazione o alla regia (la cosa meno riuscita del film è la parte insulsa in cui è relegato Claudio Santamaria).

Un film da vedere, cogliendo magari l'occasione per approfondire la conoscenza degli indios Guarani-Kaiowà e della loro lotta per la sopravvivenza, culturale e materiale.

Voto: 7
Visto giovedì 23-10-2008 ore 21:30 al ClevVillage di Chiusi - sala 6 Smeraldo


WALL-E

[animazione: Disney/Pixar]

"Instant classic"? Non direi. Però un onesto film d'animazione, di buona qualità e forse un filino troppo allungato... sì, più o meno ci siamo.

L'idea non è per niente male, soprattutto per chi, come il sottoscritto, vaticinò in tempi non sospetti che Napoli/Monnezzopoli era semplicemente il luogo fuori dal tempo che anticipava i tempi, una specie di laboratorio/discarica degli esperimenti occidentali: il mondo vede in essa il suo destino.

Messaggi prevalenti nella storia: consapevolezza ecologica e adeguatezza degli stili di vita (ovvero: ciò che ti facilita troppo la vita, te la può anche distruggere, moralmente e fisicamente).

Tutto il resto è buoni sentimenti, spennellati di dramma, passione tra robottini, e un tenue, impalpabile, subtestuale elogio della follia.

Per famiglie (anche mononucleari).

Voto: 6 e mezzo (se penso agli Incredibili, lo abbasso; se penso al cartoon iniziale, lo alzo)
Visto venerdì 24-10-2008 ore 20:10 al ClevVillage di Chiusi - sala 1 Rubino
- ppork

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Trittico Anomalo Sparpagliato
26/10/2008 19:20

Il pranzo di Ferragosto
di Gianni Di Gregorio
Sabato 13 settembre 2008 ore 22.40 al Greenwich di Testaccio - Sala 1

Macchiettistico. Però irresistibile per chi adora Roma e ne riconosce i tic della sua umanità in avaria, che sciama nel centro storico anche nel bel mezzo di un'arida estate. Non stanca, non essendo stiracchiato. Le vecchine sono straordinarie, da portarsele a casa. Quasi.
Voto: 7+ (massì, un po' di sano patriottismo, via!)


Corazones de mujer
di Pablo Benedetti, Davide Sordella.
Giovedì 16 ottobre 2008 ore 21.30 al Clev Village di Chiusi - Sala 6 Smeraldo

C'è di tutto un po', se si guarda alla grammatica filmica e narrativa.
Flashback veri e finti, flash-forward, stacchi onirici e simbolismi ricorrenti (mare, liquido amniotico, rinascita), eccessi, accelerazioni, ralenti...
C'è il videoclip, l'intervista, la camera a mano e la macchina fissa, le citazioni classiche (Afrodite che ritrova la verginità bagnandosi nel mare natìo) e gli omaggi cinematografici (diversi a Sergio Leone).
C'è il doppiaggio e il suono in presa diretta, la fotografia à la Von Trier "Dogmatico" e quella caricata più di Storaro in acido.
C'è, alla fine, anche una storia, importante, ma non fondamentale, né originale. Questo gli autori mostrano di saperlo e non spingono sull'emotività, preferendo alleggerire appena possibile.
Sopra le righe il personaggio di Shakira, e per questo centrato e in carattere come pochi.
I monologhi allo specchio della promessa sposa sono forse la cosa meno riuscita di un film da gustare con lentezza.
Voto: 7


Burn after reading
di Joel e Ethan Coen
Mercoledì 24-09-2008 - Clev Village di Chiusi - Sala 2 Zaffiro

[Prima della proiezione]
UnTizio: Allora, ci si va?
L'AltroTizio: Mh. C'è Clooney, no?
UT: Sì, vabbè, ma c'è anche la McDormand...
LAT: ... e Pitt...
UT: E questo dovrebbe significare qualcosa??
LAT: Come minimo suggerire prudenza e non spendere €7.50 in un sabato che avresti potuto impiegare in maniera più produttiva. Di certo non sarà Fargo, il Grande Lebowski o L'uomo che non c'era: viene dopo "Non è un paese per vecchi"...
UT: E allora...?
LAT: Andiamo, lo sai che i Coen, è un po' che alternano un capolavoro e un film fesso di cassetta, o almeno ci provano, visto che del tutto idiota non riescono a farlo...

[BUIO IN SALA]

[Dopo la proiezione]
UT: Oh, uffa, OK, lo ammetto, contento?! Ci sono cascato di nuovo! Va bene??!!
LAT: [sospirando e scuotendo il capo con paziente rassegnazione] Mi stessi mai a sentire...
UT: [con serafica calma, senza proferir parola, prende una palla da bowling e gliela piazza in mezzo agli occhi]
Voto: (al film) 5,5 (di stima)
- ppork

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Ultime notizie dalla fanghiglia
22/10/2008 23:01

Il cieco bello (p. 100)
Io mi credo la persona più intelligente della terra, e la mia voce è metallica e stride. Taglia, torce, e il mio cervello funziona come una macchinaccia per classificare i dati e sapere tutto su tutto. E mete, estuari, so di non averne più. Non ho più il candore o la forza per immaginare che i cicloni hanno occhi.

Il tesorino non finisce mai d'imperare (p. 108)
Per quanto vano fosse ai suoi occhi l'amore degli uomini, e per quanto sgradevole fosse quel giorno il suo umore, non poteva ammettere che di quell'amore non restasse un frammento magnetizzato nel corpo di Camille. Allo stesso modo sapeva, pur pensandoci di rado, che lui non aveva mai lasciato dissolversi del tutto dentro di sé l'esistenza di Camille, e non avrebbe saputo dire perché, visto che non ci aveva mai riflettuto.

Permareflex finalis (p. 238)
Steso al buio sul letto della camera d'albergo, Adamsberg aspettava di addormentarsi, con le mani sotto la nuca. Riaccese la luce, tirò fuori il taccuino dalla tasca posteriore. Quel taccuino, non gli pareva che gli facesse fare grandi progressi. Ma pazienza.
Con una matita scrisse: "Sono a letto a Lille. Ho perso la giacca".
Si fermò, rifletté. Era vero che era a Lille. Poi aggiunse:
"Non dormo. Quindi, coricato a lungo, penso alla mia vita".

[Estratti da L'uomo dei cerchi azzurri di Fred Vargas - traduzione di Yasmina Melaouah]
- ppork

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La Metropoli insegna
13/09/2008 12:32

[...] Ce l'avrebbe fatta a scuola, perché sapeva cosa fare, e aveva capito di chi ti potevi fidare e di chi no, e l'aveva capito laggiù, a Londra, dove le persone si imbattevano l'una nell'altra partendo dai posti più disparati.
[Nick Hornby - Un Ragazzo, cap. Trentacinque - trad. di Federica Pedrotti]
- ppork

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Cane che corre
27/08/2008 21:20

"Tutta quell'incoerenza. Selezione, scelta opzione, alternativa. Si era lasciato ogni cosa alle spalle. Codici e formati. Linee di condotta. Valori, pregiudizi, preferenze.

La scelta è una sottile forma di malattia."

(Don DeLillo - "Running Dog", p. 204 - trad. di Silvia Pareschi)

- ppork

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Deca Dance
20/07/2008 00:47

"Si era reso conto che più il tempo passava e più gli diventava difficile esprimersi, costruire delle frasi, metterle una dopo l'altra... Il suo vocabolario si riduceva sempre più. Gli accadeva addirittura di non arrivare alla fine di quello che stava raccontando. Cercava una parola, non la trovava, e perdeva il filo dei pensieri."

(J. C. Izzo - Il sole dei morenti, p. 158)

- ppork

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Be Kind Rewind
30/06/2008 20:30

[di Michel Gondry con Jack Black, Mos Def, Danny Glover, Mia Farrow]

Il timore si è rivealto fondato. Be Kind Rewind sta quasi tutto nel trailer; allungato all'ora e quaranta non regge il confronto con "Se mi lasci ti cancello", né si dimostra all'altezza delle aspettative: una idea stuzzicante realizzata con mente confusa, un paio di buoni attori, qualche comparsata famosa e molto soufflè dialogico.

Le sequenza "rifatte" (ossia, con ardito neologismo, "maroccate") dei film restano sulla retina, ma sono un aperitivo senza seguito e non bastano per una sufficienza, nemmeno stentata.

Forse anche il film di Gondry è stato maroccato, e quello vero, l'originale, con una sceneggiatura serrata, una storia sensata sta chiuso in cassaforte, a un piano alto di una major hollywoodiana.

Voto: 5,5 (mezzo in più per averci risparmiato la "storiadammore", con bacio finale, che minacciava a metà film di inondarci di melassa)

[visto il 21 giugno 2008 al cinema Nuovo Olimpia - Roma]
- ppork

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Il Divo
30/06/2008 20:01

[di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Giulio Bosetti, Flavio Bucci]

Formalmente curato e magistralmente interpretato da un deformato Toni Servillo, non convince per nulla nella sua (poca) sostanza.

La tesi, tagliata con l'accetta della caricatura (che degenera a tratti in macchietta), non è nuova: Andreotti uguale Belzebù (ovvero il Grande Vecchio, il Burattinaio dietro o dentro ai passaggi più bui della notte repubblicana). Le continue emicranie a rappresentare il tarlo che gli ricorda la fine di Moro (unica malefatta di cui si penta, fra tutte quelle compiute per la ragion di stato). Il Divo Giulio è apoditticamente mostrato come depositario di mezza quintalata di segreti inconfessabili dal dopoguerra ad oggi. Peccato che il trattamento sopra le righe del personaggio e della sua storia inducano un quasi rigetto, facciano sembrare persecuzione ciò che invece sarebbe da considerare mera cronaca, ed in larga parte storia.

Voto: 5 (Servillo è sempre Servillo, anche al servizio di una macchietta che non gli si attaglia; il voto è indulgente anche per rispetto alla sua statura, sacrificata in tutti i sensi)

[visto il 15-06-2008, ore 20.00 - al cinema Roma]
- ppork

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Gomorra
30/06/2008 19:27

[di Matteo Garrone, con Toni Servillo, Maria Nazionale, Gianfelice Imparato]

Ellittico, rispetto al libro, di cui esalta alcune parti senza aggiungere né togliere qualità al narrato. Ingigantita, in particolare, la parte sulla "gestione" dei rifiuti, probabilmente perché "fa tendenza" e fa cassetta; si perde, quindi, la dimensione internazionale della camorra casertana e della faida scissionista. La criminalità organizzata e la sua conquista del territorio, delle leve economiche e politiche, sembrano essere cosa interna alla Campania ed a Napoli (con acquiescenze complici dell'affarismo peloso norditaliota).

Voto: 5,5 [mezzo in più solo per Toni Servillo]

[Visto il 04-06-2008 al Quattro Fontane, ore 20.30 - Roma]
- ppork

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La Settimana Che La Spinge
21/06/2008 11:10

Ogni tanto vengono quei periodi (mannaggiallòro) che spazzano via la bonaccia e ti gonfiano le vele fino a farti gemere l'albero maestro. Se non si spezza, ti ritrovi alla fine con l'attraversamento di un mare di cose eventi città persone azioni che non avresti creduto. Da solo, specialmente.

E quindi, grazie.

Alle amiche e agli amici che mi hanno lasciato stare.
A quelli che invece non ci hanno pensato proprio, a lasciarmi stare.
A chi si è ricordato, e anche a chi no.
Grazie all'innominata vicina siciliana a Bologna.

E infine, ultimi e da meno, grazie ai compagni Orgoglio&Pregiudizio, che hanno pensato bene di prendersi una vacanza, spero lunga, dal mio cervello.
Mandatemi una cartolina.

Io intanto mi faccio gli "incroci obbligati sillabici" [è estate, eh...!]
- ppork

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Il treno per il Darjeeling
20/05/2008 17:41

[di Wes Anderson. Con Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartzman, Anjelica Huston, Amara Karan, Camilla Rutherford, Irrfan Khan, Bill Murray, Natalie Portman]

Le scene iniziali del corto Hotel Chevalier, prologo al film vero e proprio, saranno le prossime che imparerò a memoria, dopo averle riviste decine e decine di volte: puro culto grondante autoironia muriatica.

Il resto è una goduria per un animo afflitto: ritmo sostenuto, non esasperato, fotografia calda, costumi, stacchi, ripetizioni ieratiche da cartolina ottocentesca, mimica essenziale, flashback (finzione o cronaca retrospettiva?), rimandi & richiami e la carrellata finale...

Si beve tutto d'un fiato, ambrato, corposo, dolce e sincero come una birra belga.

Consigliato a chi ha avuto una giornata dura, in una setimana tosta, di quei mesi che paiono non voler passare.

Voto: 7 (bello pieno, come le curve di Natalie Portman)

[visto al 4 Fontane sala 1 - il 14-05-2008, ore 20:15]

- SPOILER -
- ppork

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Pornolalìa
10/05/2008 17:34

Lo spudorato parlare di sé. I propri sentimenti, affetti, afflizioni, disgrazie, malanni, tutto messo lì, nel tritaciàrle dell'incessante spettacolino quartodorino, la subtestuale speranza della scoperta d'un regista sempre lì, in un cantuccio del cervello sovraccarico.

Esempi.

Due amiche, davanti alla vetrina di un negozio di scarpe, aspettano un autobus, o forse nulla. una parla, spiattella tutto del suo amore folle e impossibile per un tizio. Tento di resistere all'invadere della curiosità, che presto muta in fastidio. Vorrei vedere bene quel paio di camper in vetrina, ma ogni volta che mi avvicino, piovono dettagli, privati, ben più che intimi, anche se per niente sessuali. Un'anima sventrata e messa in mostra lì, su un marciapiedi. Fuggo in fretta nel negozio e concretizzo, comprando un paio di scarpe.

Facendo faccende a casa, la finestra socchiusa. Il piano terra può essere una doppia o tripla maledizione. Filtrano brandelli, scalpiccii, buongiornobuonasera, solo brevi attimi, per fortuna, di solito. Questa volta la signora indugia nel cortiletto, al cellulare, suparlando e giùparlando delle proprie cure miracolose contro l'invecchiamento precoce e la malattia chiamata vita. Non voglio le sue confidenze da cabina telefonica ambulante, tento di astrarmi nel concreto, frizionando maniacalmente quel dannato residuo di calcare lasciato da una pendula, insana goccia d'acqua sullo specchio grande.

Le mie due vicine di posto sul tram, ora, mentre scrivo questi appunti... Iniziano... Ma ora sono armato, e alzo Khaled a palla nel lettore MP3. Il resto è puro silenzio.

Penso, uscendo, che più fastidiosa della pornografia, del parlare scurrile e becero, è la insinuosa fontanella senza rubinetto delle parole altrui. Subdola, non richiesta e tediosa.

[appunti scritti in fretta, l'otto maggio alle otto sull'8, verso casa - l'idea della Pornolalìa risale a giorni prima, ed origina da una osservazione di un grande pensatore di cui non ricordo né nome né volto]
- ppork

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10 cose di noi
06/05/2008 19:10

[di Brad Silberling, con Morgan Freeman, Paz Vega]

Il film si sostiene sulla vena gigionesca e razzente di un Morgan Freeman che si diverte a fare Yoda con Paz Vega e Zelig (quello di Woody Allen) con tutti gli altri.

Fastidiosetto l'accento italo-spagnolo della doppiatrice di Paz Vega.
Dialoghi buoni, non memorabili.

Voto: 6,5 (mezzo di incoraggiamento)

[visto al Fiamma, sala 3 - Roma - il 01-05-2008, ore22.30]
- ppork

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Il matrimonio è un affare di famiglia
06/05/2008 19:09

[di Cherie Nowlan, con Brenda Blethyn]

Ingredienti per vincere un premio al festival di Sundance.

1 attrice brillante
1 storia d'amore giovanile blandamente contrastato (comprendente: 1 ragazza sveglia, carina, energica e volitiva; 1 ragazzo imbranato, carino, manzo e pescione; un fratello di uno dei due diversamente abile - in senso proprio, non solo politicamente corretto; 2 genitori separati, ma di buon cuore, almeno con la prole).

Tempi comici rispettati quanto basta, dialoghi rassicuranti per lei, illuminanti per lui; cospargere di mammismo soffocante sopra le righe, ma non troppo, ché si tracima nel surreale e il pubblico si stranisce, e servire con adeguata guarnizione sonora, un filo di sentimentalismo e un pizzico di riflessioni sulla morte e lo scorrere inesorabile del tempo.

Impalpabile, come le tette della giovane co-protagonista.

Voto: 6- (meno il ragazzotto, se lo piglio; detestabile la sua imbranataggine, che ricorda molto la nostra, epperò noi si rosica, ché quell'attrezzatura di seduzione lì ce la sognavamo, alla sua età... :-> )

[visto all'Eden - Roma - il 30-04-2008, ore 21.50]
- ppork

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Tutta la vita davanti
06/05/2008 19:06

[di Paolo Virzì, con Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Elio Germano, Massimo Ghini]

Caterina è ritornata in città, è cresciuta, si è laureata magna cum laude ed è ancora giovanissima, quando decide che, fin tanto che non trova il lavoro della vita, può andare un part-time nel call center e un tetto sulla testa, badando alla figlioletta della sua collega, becerona dal cuore frangibilie.

Caterina ora si chiama Marta, ma continua a vivere la sua favola amarognola, a incassarne i colpi, e a darne qualcuno alla cieca, qualcuno in difesa, quando è alle corde.

Virzì, al contrario, non sbaglia i fendenti e coinvolge nella sua levigata cattiveria marchi e sigle (Telecom, CGIL), che non s'accorgono di partecipare allo sberleffo di se stessi, impotenti e spietati; senza affondare troppo la lama, lascia il privilegio sadico allo spettatore provvisto di ghigno.

Il quadro che si forma nella nostra mente non è un Pellizza da Volpedo, però è sufficientemente prezioso da meritare un posto nella pinacoteca della commedia all'italiana.

Più che un quadro, dunque, uno specchio.

Voto: 7+ (il più è per le apparizioni della bambina)
[visto alla Sala Troisi di via G. Induno, Roma. Martedì 29 aprile 2008, ore 20.00]
- ppork

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Ontologia spaziale del libro
25/04/2008 20:00

Un libro può essere vittima di infinite categorizzazioni, etichettature, suddivisioni, catalogazioni.

Quindi, una in più, una in meno, chissenefrega.

Proporrò dunque di seguito la mia pratica ontologia spaziale del libro, invitando i lettori ad una scrittura correttiva, al fine di estenderne il campo di applicazione e raffinarne la pregnanza.

Libri da transito

Le caratteristiche del libro da transito sono: tascabilità, maneggevolezza, parcellarità e leggerezza fisica.
Non è necessario che la leggerezza sia anche estesa al contenuto; l'agevole lettura è data dalla scansione in capitoli, paragrafi, sottoparagrafi ed altre parti, in modo che sia facilitata la fruizione a pizzichi e scossoni. Ottimi i libri di poesie, anche se estranearsi dal mondo sull'8 alle 8.00 può condurre a non desiderati capolinea.

Libri da comodino

Lettura comoda, poltronesca, da riservare, oltre che agli intrasportabili, alla letteratura in lingua straniera e per ogni testo ostico che abbisogni qui è lì d'un soccorso metabiblico.

Libri da bagno

Con licenza scrivendo, fondamentale è la estrema parcellizzabilità della esperienza di lettura.
Libri di aforismi, raccolte di barzellette, sciocchezzari e stupidari, massimari van tutti bene. Ciascuno scelga secondo l'estro e il momento. Da evitare Guerra e Pace e i libri di Stephen King.

Libri da panchina

Altresì detti "da ammicco". Prevalentemente suggestivi, non nuoce una copertina accattivante, allusiva per lui, problematica per lei. Il contenuto deve essere inconsistente al massimo, l'ideale sarebbe una serie di pagine bianche. Essenzialmente poco nocivi, sono utili unicamente per osservare le candide sottane (o i villosi toraci) che incrociano il vostro radiofaro.

Libri da letto

(contributo di paleomiki)
Da non confondere con quelli da comodino!!! All'apparenza libri normali, devono avere la particolarità di farti dimenticare il resto del mondo fino a quando, arrivato all'ultima pagina, ti rendi conto che sono le sei di mattina e dopo mezz'ora ti devi alzare...


[edit: 10-05-2008 - aggiunto paragrafo "Libri da letto"]
- ppork

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Non pensarci
24/04/2008 13:17

[di Gianni Zanasi, con Valerio Mastandrea, Anita Caprioli, Caterina Murino, Giuseppe Battiston]

Ai miei tempi di studente utilizzavo una pratica classificazione materialistica per i prodotti della decima arte: si andava dal "prezzo pieno", dieci-dodicimila lire (sì, LIRE...), al "pomeridiano infrasettimanale" (sette-otto pezzi), fino al "lunedì dell'Astra", che proponeva film di visione 1,5 alla modica cifra di 5mila lirette.

Il gradino più basso della scala era occupato dalla categoria "cineforum o TV, se capita", dove finivano quelle opere per le quali spendere soldi rappresentava un insopportabile drenaggio delle mie scarne entrate.

Diciamo che "Non pensarci" l'ho pagato il giusto (5 euro), visti i prezzi correnti e la mia voglia di svago leggero, ma un euro in più avrebbe messo seriamente in allarme il mio senso di giustizia.

Commediola ritagliata sulla faccia da schiaffi del Mastandrea, con il cast di supporto all'altezza.
Un film "italiano" che tenta di non esserlo, senza riuscirvi.

Avesse osato di più nella analisi sociale, sarebbe stato probabilmente fastidioso; così, almeno, i 100 minuti passano leggeri e sorridenti, senza lasciare troppe tracce.

Non pensandoci.

Voto: 6

[visto al 4 Fontane mercoledì 23-04-2008, ore 20.30]
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La ragazza del lago
24/04/2008 13:16

[di Andrea Molaioli, con Toni Servillo, Valeria Golino, Marco Baliani]

Sono riuscito a vederlo, finalmente, dopo averlo perso l'anno scorso.
Aspettative alte, dunque, ma non deluse.

Il cast regge la regia. I movimenti di macchina, gli stacchi, le sequenze alternano con giusto ritmo placidi panorami e dialoghi serrati.

Memorabile la lentissima dissolvenza incrociata in campo lungo, a macchina fissa, sulla riva del lago, tra il sopralluogo del commissario e i rilievi della scientifica.

L'inquietudine regna su tutto, e la tensione sotterranea percorre il paesino come i passi nervosi del commissario Sanzio (Toni Servillo nella consueta prova d'attore).

Un film che è un piacere a vedersi e a sentirsi.

Voto: 7,5 (mezzo voto in meno per il finale, gestito non al meglio in fase di sceneggiatura, a mio modesto avviso)

[visto martedì 22 aprile al Greenwich, sala 2 ore 20.50]
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Interview
17/04/2008 16:36

[di e con Steve Buscemi]

Psicodramma claustrofobico, disturbante, a tratti caotico.

Me lo sono proprio goduto, anche se vorrei avere visto Sesso bugie e videotape, così da fare il confronto.

Nota di colore: in sala c'erano, oltre al sottoscritto, altre sette persone.

Voto: 6,5

[visto al cinema Roma, Trastevere - domenica 13 aprile 2008, ore 22:30]
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Juno
14/04/2008 16:31

di Jason Reitman

Erano passati non più di 40 minuti dalle luci accese in sala.
Davanti a me una Margherita finalmente napoletana, la terza birretta dal pomeriggio e una piacevole compagnia eteroctona.
Mentre addento con mugolii degni di miglior morbidezza un pezzo di cornicione, vengo informato proditoriamente che Juno era stato lodato da Giuliano Ferrara e caldamente consigliato dal suo condimento, Anselma Dall'Olio.
La macina mi rimane a mezz'asta, per una frazione di secondo; poi riprendo coscienziosamente il mio ciclo di demolizione, deglutizione, digestione. Non senza aver biascicato fra me e una foglia di basilico un fiero omaggio al mio guru del mese, il Grande Capo Estiqaatsi.

A prescindere, dunque, Juno è un bel filmino. Sembra fatto apposta per intrigarmi, è vero, ed anche farmi personalmente incazzare, deprimere, esaltare, insomma tutto l'arco fotovoltaico delle scosse elettriche passanti fra i due neuroni che mi giocano a Pong nella capoccia.

Personaggi caratterizzati, dialoghi azzeccati, schiocchi di frusta e cavalli lanciati al galoppo fra le praterie delle teen-ager: non ci si annoia nemmeno all'abbeverata (qualche pausa ci sta, che diamine, non è mica uno "sparatutto", e nemmeno Clerks, a dirla tutta).

La storia, sì, capisco che possa titillare l'antiabortismo dei coniugi Laurel&Hardy, e non solo loro... ma la cosa non tange il sottoscritto, che non è abortista, bensì "pro-choice"... e se la scelta ha da essere libera, che lo sia sempre; vi sia quindi la possibilità di un finale diverso, favolettato magari, però in fondo a una storia ben costruita, recitata e diretta.

Voto: 6,5
[Visto il 09-04-2008 al Fiamma di v. Bissolati (Roma) ore 20.45]
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Onora il padre e la madre
14/04/2008 16:20

[di Sidney Lumet]

lo vidi in solitaria, una domenica sera in cui il cielo tratteneva cupamente lacrime grosse e inebrianti come acini d'uva e il mio stomaco echeggiava minacciosi brontolii...

spinto da una remota amica cinefila, corsi ignorante ad abbeverarmi alla tragedia.

fu la disposizione, fu la posizione, fu non so che altro; me ne appropriai con imbarazzante facilità.

al termine mi sentii sobriamente ripulito da tossine mentali e pippe autorigeneranti.

bello, tragico, montato.

e la migliore scena iniziale degli ultimi 5 anni... :-)

voto: 7,5

[visto al Cinema Roma - domenica 30 marzo 2008 ore 20.30]
- ppork

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Into The Wild
14/04/2008 16:10

[di Sean Penn]

Chris McCandless sei un idiota.
Parlo alla tua incarnazione scenica, ovviamente.

-SPOILER- di seguito viene rivelata parte della trama del film (ed anche il finale, vah!) -SPOILER-

- ppork

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